Il progetto Secinaro Fablab nasce dall’idea di Andrea Casalotti di unire nuove competenze tecnologiche con antiche tradizioni artigiane. L’obiettivo è promuovere uno sviluppo sostenibile attraverso la partecipazione attiva degli abitanti della Valle Subequana, utilizzando strumenti innovativi come la stampante 3D e la taglierina laser.

Al centro del progetto ci sono gli artigiani del territorio, veri custodi di saperi preziosi. Tra loro, il maestro Luigi Silveri, le cui creazioni in legno – dai portoni intagliati alle chitarre acustiche fatte a mano, fino a vasi ornamentali e giochi in legno – rappresentano vere opere d’arte. Marcellino Severini ha trasformato rami e tronchi locali in sgabelli e oggetti ornamentali, mentre Florideo Barbati ha condiviso le proprie conoscenze sulle tecniche di falegnameria, unendo metodi tradizionali e strumenti moderni.


Il progetto si è articolato in lezioni teoriche, dove sono state illustrate le principali tecniche di lavorazione del legno, i materiali e gli strumenti, seguite da laboratori pratici presso le botteghe artigiane.


In collaborazione con l’associazione FABLAB de L’Aquila, i partecipanti hanno potuto sperimentare tecnologie digitali come stampa 3D e laser cutting. Il Gruppo di Ricerca in Analisi di Segnali dell’UNIVAQ ha inoltre supportato la parte tecnologica attraverso specifiche convenzioni.

Parallelamente, sono stati realizzati corsi di riparazione e riuso di strumenti quotidiani: dai rudimenti della saldatura e dell’elettronica a interventi pratici su oggetti donati dalla comunità, favorendo il recupero e la rigenerazione dei materiali.
Il progetto ha avuto una forte ricaduta sul territorio: incontri tematici hanno promosso le attività, è stato realizzato un vademecum illustrativo, e sono stati lasciati in dono numerosi manufatti realizzati dai volontari. Tra questi, le panche in legno collocate nell’area belvedere di Secinaro, giochi in legno per i bambini e decorazioni che hanno abbellito il paese durante tutto l’anno.

Secinaro Fablab non solo ha avvicinato nuove persone all’associazione, ma ha soprattutto valorizzato competenze preziose, favorendo il passaggio di conoscenze e creando nuove opportunità formative. L’eredità del progetto è dunque tangibile: manufatti concreti, competenze acquisite e una comunità più consapevole del proprio patrimonio artigiano.